Benvenuti nel blog della Decima Legione.

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sabato 16 febbraio 2013

Civitavecchia - Palermo: odissea tra i Tunisini

Manca un ora alla partenza della nave, io sono in coda per imbarcare l'auto, e sono accerchiato da utilitarie ingozzate di roba all'interno, lasciando libero solo il posto guida, e caricate sul tetto superando anche i due metri di altezza.
Una cosa grave e pericolosa, ma la cosa più grave è vedere la guardia di finanza e la polizia che vedono queste scene e non dicono nulla. Cosa trasportano questi tizi in queste vetture? perché se un italiano carica l'auto in questa maniera subisce una contravvenzione e un tunisino no? e magari, chi si nasconde dentro quei furgoni, clandestinamente?
Dimenticavo, questi tizi sono tutti tunisini. Ero in viaggio da Civitavecchia a Palermo, e nessuno in biglietteria mi aveva avvertito che quella nave, giunta a Palermo, sarebbe poi ripartita per Tunisi.
Entrato in nave la prima cosa che noto è un tunisino alla fine di un corridoio, in ginocchio su un tappeto, scalzo a pregare, il tempo di arrivare a circa 5 metri da lui e una schifosa puzza di piedi mi giunge al naso.
Vado subito nella mia cabina e poso le valigie, poi mi dirigo verso il self service per mangiare un boccone e guardare un po' di tv dato che mi aspettano 12 ore di navigazione.
Giunto al ristorante, noto subito una puzza sconcertante, di cibi strani e di piedi, gente che mangia strani cibi con le mani, chi si sdraia sotto i tavoli per dormire e chi sopra, il tutto rigorosamente senza scarpe.
Allora abbandono questa idea e salgo nel salone al ponte superiore, ma anche li subito dopo essere entrato sono scappato via, la situazione era più schifosa del ponte inferiore.
In tutto ciò c'erano anche bimbi italiani e donne incinta.
Adesso mi chiedo, è corretto tutto ciò? Lasciando stare per un attimo la parte morale della cosa, ma parlando di sanità, è corretto mangiare con i piedi di un tunisino ad un metro dal tuo naso?
I dipendenti della nave ci dicono che non sopportano più la loro puzza e sono stanchi, un cameriere al bar mi disse: “se sapevo questo non avrei accettato questo lavoro”. L'ispettore a bordo ci disse che nonostante fanno le ronde per farli ricomporre, loro se ne fregano, e nonostante sia stato proposto alla compagnia di fare una nave solo per loro, questo non è stato possibile, a causa di problemi politici. I dipendenti della nave continuavano a dirci: “abbiamo scoperto di essere diventati razzisti lavorando su queste navi”, e infine ci hanno consigliato di cambiare il biglietto del ritorno, perché al ritorno la nave proviene da Tunisi, e sarà al 99% piena di queste situazioni scabrose.
Come sappiamo l'Italia per il bene della pace e per non passare da razzista, si inginocchia sempre.
E allora non posso che continuare a gridare NO alla globalizzazione, NO agli immigrati che sono tanto difesi dalle sinistre italiane, io voglio un Italia fatta di italiani ma no perché sono razzista, solamente perché è un utopia crederci cittadini del mondo o crederci tutti uguali. Il problema è che loro lo sanno e nelle loro terre con noi fanno i razzisti, siamo noi che continuiamo a metterci in ginocchio e farli passare per italiani.
ITALIANI SI NASCE NON SI DIVENTA!!


                                                                                                                                 Alessandro Di Fiore

lunedì 28 gennaio 2013

Per i giovani e gli smemorati

Il buon senso e il pugno di ferro non furono sufficienti ad evitare lo svilupparsi della spirale dell’odio che i comunisti erano riusciti ad imporre in tutti i territori Italiani nei quali potevano operare. Il partito comunista, già nei quarantacinque giorni Badogliani si era riaffacciato sul panorama politico Italiano capeggiato da quei professionisti dell’antifascismo provenienti dai militanti fuoriusciti cioè: reduci dalla Guerra di Spagna e dalle scuole di terrorismo di Praga e Mosca, e cominciò con il benestare dei governi alleati per creare il clima di guerra civile di cui aveva bisogno lo schieramento rosso per distrugger la sana gioventù Europea, certamente antibolscevica. Altrettanto serviva agli Angloamericani per indebolire le generazioni che dopo la guerra avrebbero potuto ricostruire l’Europa libera. La guerra civile giovava ed era necessaria solo ai nemici della civiltà Europea e adesso nel 2013 ne è la prova lampante l’Europa che non c’è.
L’Italia fascista nel Ventennio era un blocco unico, orgoglioso della sua storia, stimata e rispettata nel mondo. Cito uno dei tanti che hanno fatto il Fascismo: Pavolini, un fiorentino come me, una persona tutta d’un pezzo, quando divenne capo del Fascismo Fiorentino e dopo ministro della cultura fondò il Bargello, ritrovo di intellettuali e scrittori che ospitava pure coloro che non erano fascisti, poi da vita al prestigioso MAGGIO MUSICALE FIORENTINO, la FIERA DEL LIBRO, IL CALCIO IN COSTUME FIORENTINO, la MOSTRA DELL’ARTIGIANATO a PONTE VECCHIO, il vecchio CIRCUITO AUTOMOBILISTICO DEL MUGELLO, la costruzione dello stadio a CAMPO MARTE, L’AUTOSTRADA FIRENZE/MARE e la costruzione di 4000 VANI L’ANNO di EDILIZIA POPOLARE.
Uno dei tanti gerarchi, chiamamoli gerarchi i collaboratori del Duce, individualisti, arrivisti, ambiziosi ma coraggiosi, generosi, eroici e mai ladri. Nel dopo guerra abbiamo avuto politici vili, neghittosi, antipatrioti (dell’Italia a nessuno importa) e ladri.
Coloro che non’hanno capito il Fascismo, quel Fascismo Littorio che ha fatto di tanti gerarchi dei giganti (escluso i traditori). Il Fascismo è stato l’innovazione, lo spirito popolare, l’onore, il senso della Patria, il bene sociale, il lavoro e il coraggio. Il fascismo alle origini aveva ereditato uno stato in miseria non più concepibile ma in pochi anni, nonostante la crisi mondiale, aveva raggiunto il pareggio del bilancio nazionale, la rivalutazione della lira e una ripresa economica fino ha raggiungere il 36% del PIL nazionale. Arrivando poi alle grandi trasformazioni e opere sociali per il popolo( su internet basta cliccare le OPERE SOCIALI del VENTENNIO FASCISTA per vedere le 100 e oltre opere fatte in un momento di recessione mondiale.
Nel 1920 la situazione dell’Italia senza lavoro aveva facilitato lo sviluppo delle leghe socialiste e dal 1921 le comuniste. Sulla scia di facili vittorie, i capi locali come ogni socialismo cominciarono a spadroneggiare e imporre le proprie idee con la sopraffazione, la prepotenza e gli eccidi. I rossi devastavano le campagne tagliando le viti, distruggendo i raccolti, danneggiando le stalle, vietando la mungitura e impedendo la rinascita dell’industrie con scioperi prepotenti e impopolari. Mentre i fascisti rispondono con gli squadristi contro la mobilitazione degli scioperi e i raid nelle campagne per consentire il regolare svolgimento della vita sociale.
Nascono gli squadristi negli anni 20/21, essi rendono l’Italia ripulita dai delinquenti e dai soprusi dei rossi e vedono il processo di rinascita sotto gli occhi di tutti gli Italiani. I fascisti non erano agli ordini di nessuno, ne degli agrari tanto meno della Confindustria ma solo agli interessi della produzione, unica fonte di ricchezza e del benessere del popolo e con ogni mezzo contrastavano le prepotenze dei rossi.
Forze nazionali ed equilibrate fanno assumere al Fascismo un volto e una personalità ben precise rivolte al benessere del popolo e alla grandezza della Patria.
Questo l’ho scritto per i giovani che sono stati ingannati dalla storia dei vincitori, per gli smemorati e per coloro che non sanno niente del passato recente, di un ventennio di storia Italiana.
Il Ventennio Littorio Fascista del Duce Benito Mussolini.
Degli attuali e passati governi Italiani della repubblica Italiana democratica non ci sono commenti, basta pensare e guardare come è ridotta l’Italia e il suo popolo, nella povertà, nel declino sociale e morale, nell’anarchia totale, nello sfruttamento del suo popolo migliore (i lavoratori e le persone oneste).
Basta pensare alla prima repubblica, la seconda ancor peggio.
Secondo me, il Fascismo ha dato molto al popolo Italiano, mentre il Re e Badoglio gli hanno dato la guerra e il tradimento, la guerra voluta dal Re quando la Germania conquistava l’Europa, e poi il tradimento del 25 luglio con l’arresto di Mussolini e il tradimento dell’8 settembre 1943. Da quel momento la stima dell’Italia nel mondo è sempre diminuita fino ad arrivare alla considerazione di una Italia mafiosa, corrotta e non considerata.
Avrebbe il suo ruolo nel mondo se non fosse così mal rappresentata politicamente.

Giampiero Mugelli


sabato 26 gennaio 2013

La decadenza della cultura italiana nel 2012

 Insieme all’Italia pure la cultura Italiana è crollata nel baratro in questo 2012, è stato prodotta più caciara e battibecchi che libri, film,mostre o opere teatrali. Invece di concentrarsi su cose utili, come per esempio la bellezza dei nostri musei, le opere d’arte, la lingua Italiana, la Patria, i nostri intellettuali illuminati si sono persi in ciarle da cronaca rosa. Il teatro nel mese di febbraio mette in scena "il concetto di volto nel figlio di Dio" una drammaturgia lassativa, un vecchio che non fa altro che farsela addosso, uno scempio di cacca e pannoloni criticata pure dagli atei. Poi il parlare della farfallina di Belen al festival di Sanremo, di Mario Balotelli e le sue castronerie come fossero cultura o esempi di vita. La Fico che l'ha data a Balotelli e ora è incinta paragonata alla Madonna in attesa del salvatore. Le pompose opere e esternazioni di ineducazione e ignoranza di Corona. La Belen incinta pure lei sbattuta qua e là, qualche semino si è fermato nell’uterino. La principessa inglese che è stata fotografata nuda, apriti cielo. Ma dove era nuda al supermercato? No! In privato. Poi gli interessanti dibattiti politici, dove abbiamo imparato che da padrona fa l’arroganza e vince chi urla e offende di più. E finalmente ecco qualcosa di veramente sensazionale, avvenimento che salva la cultura nel 2012. Benigni e la carta costituzionale, ma come si immaginava il senso del ridicolo affiora pure quella sera. Il giullare di corte del Re Giorgio non si smentisce, il comico o ex, non riusciamo a capire, ha raccontato la favola della magnifica costituzione Italiana che il mondo ci invidia, di quanto erano bravi e buoni i cattocomunisti che nel 1947 hanno partorito il documento che è stato frutto di inefficienza e poi messo sotto i piedi dai politici fratelli e nipoti di coloro che l’avevano scritto. Ma il giullare ha un sassolino che da anni gli fa male, devia su Berlusconi per ripetere le frasi del nano su comunisti e magistratura, si diverte e farfuglia su Trote e Grillini, per ritornare su Berlusconi. Per par condicio parla di Bersani, va su Dante dicendo che il PD c’era pure all’ora era: “per Dante” poi ritorna su Berlusconi e ritira fuori vecchi discorsi già sentiti negli anni scorsi. Quando parla della costituzione, nel suo intreccio di parole, annoia, spara castronerie da far piangere che gli storici potrebbero smentire o correggere senza sforzo.  

I commentatori illuminati (di luce propria) diranno che ha offerto una grande lezione civile, allora bisogna batter le mani, inchinarsi, alzarsi per non fare la figura di anti Italiani. Ma siamo onesti, ricordiamoci in passato chi veramente recitava o dava esempi di cultura, il grande Vittorio Gasman oppure Giorgio Albertazzi. Mettere insieme delle banalità come fa il giullare per soddisfazione dei grandi papaveri della TV, e pubblica per di più, è vendersi. Se va sul palco per fare satira lo faccia come faceva anni indietro, ma se va per spiegare secondo lui e i suoi illuminati compagni la migliore costituzione mondiale, lo faccia con serietà e sobrietà per rispetto di un popolo e una nazione di cui lui ne fa parte. Per fare comizi ci sono persone ben pagate, bastano e avanzano. Per fare satira deve cambiare con Belusconi diventa prevedibile, per recitare reciti la divina commedia è meglio. Repubblica in un commento ha scritto: "la costituzione in questo insieme di idee e sentimenti ha ricominciato ha rivivere" un miracolo, molto di più di quello di Gesù quando fece risorgere un morto. Il giullare del Re e degli illuminati compagnucci non è certo andato in TV per la gloria, ho sentito orgoglio Italiano, perché è stato pagato. Cinquemila euro dice un operaio cassaintegrato, no risponde colui che prende 1100 euro al mese per otto ore lavorative al giorno, ottomila euro gli hanno dato, ma che state dicendo, risponde l'esodato, diecimila euro ha guadagnato, ma dai dice il giovane disoccupato quindicimila euro si è beccato, ma cosa dite fa un altro il talento va pagato, un milione e più gli va dato perché poi dagli illuminati è baciato e con i soldi pubblici va pagato. Basta questo caso estremo per chiudere il declino della cultura Italica dell’anno solare 2012 perché è impossibile andare oltre. Oltre c’è la fine.

                                              
                                                                                                                Mugelli Giampiero

mercoledì 16 gennaio 2013

Italia in stato larvale


Ieri uscendo dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, lungo il marciapiede coperto c’era un uomo sdraiato sopra un cartone, un uomo se così possiamo chiamarlo, mi sono avvicinato e gli ho lasciato un euro in un cestino accanto a lui. Nel momento in cui mi sono avvicinato ho notato un essere umano con: barba lunga, capelli lunghi e sporchi, abiti mai lavati che potevano stare in piedi senza indossarli e una puzza che toglieva il fiato. Non a mosso un dito ne prima e neppure quando me ne andavo. Una larva. Come un uomo può vivere così da randagio e con un grado così basso di dignità e morale mi sono chiesto. In lui ho visto la mia Italia attuale; la mia bella patria ridotta al degrado: ambientale, politico, industriale e morale come quella larva incapace di scuotersi, di rifiutare tanto incivile degrado morale e vitale.  La mia patria ridotta a una Nazione abbandonata, calpestata, ignorata, declassata e derisa, eppure è una delle più belle nazioni al mondo ha dato civiltà al mondo con l’Impero Romano, ha dato opere d’arte con il Rinascimento, ha avuto unità popolare con il Risorgimento, credibilità nel mondo con il Ventennio fascista. Poi in sessanta anni di crescita tecnologica e libertà democratica tanto decantata dalle nostre autorità ecco l’Italia ridotta come quel suo cittadino, basta guardarsi intorno, l’abbandono ambientale la rende simile alla barba incolta del soggetto le sue opere d’arte abbandonate alla decadenza come i capelli indecenti di tale soggetto, derisa da migliaia di clandestini senza un futuro, venuti qua con l’inganno della ricchezza occidentale e per politica poi ridotti pure loro ad ingrossare il degrado e lo sporco della mia patria paragonata ai vestiti di quel soggetto. Le nostre industrie: vendute o distrutte; pensando a cosa era l’IRI del Ventennio e negli anni sessanta settanta,  era uno fra i complessi industriali migliori al mondo, sia quelle tecnologiche, farmaceutiche, navali e industriali e adesso non abbiamo più niente, ecco l’Italia immobile come quel cittadino che giace sul cartone.  Un pensiero al mio popolo Italiano capace di essere talmente attivo nel lavoro e nel creare che nessun altro popolo è capace ma da quando è stato democratizzato è stato separato fra Nord e Sud, fra destra e sinistra, fra lavoratori privati e statali e diversivi sociali, divisioni costruite per levare forza di reazione e volontà di popolo, per indurlo e privatizzarlo mentalmente della dignità e della moralità da una casta politica evidente agli occhi di tutti. Ci hanno ridotto da formichina a parassiti come quelli che vivono sul corpo di quel personaggio immobile sul quel cartone solo con se stesso fra tante e indifferenti persone.  Settanta anni di libertà e democrazia che io in sessantacinque anni non ho mai vissuto, ha portato la mia Italia nella situazione attuale: decadenza ambientale, distruzione industriale, impoverimento sociale, distruzione delle famiglie e dei valori, all’odio politico e razziale, ci hanno tolto quello che più rappresenta la vera democrazia il lavoro e l’equità sociale, diritti e doveri per tutti i cittadini, leggi uguali per tutti politici e magistrati compresi. Una nazione sovrana deve avere un popolo unito e sovrano che deve essere il solo al di sopra di tutto e di tutti specialmente in politica. Noi popolo dobbiamo avere la forza morale per ritornare un popolo unito e far pulizia di questa casta politica non più amata.  Ci hanno creato un debito pubblico impagabile ci hanno fiscalizzato al 50%, ci hanno fatto suicidare, ci hanno umiliato, hanno tolto credibilità come nazione  e popolo agli occhi del mondo,  ci hanno derubato portati al declino, ci hanno drogati, usati e privati di moralità, la maggior parte dei nostri giovani plagiati fino a fargli credere che tutto gli è dovuto, ci stanno distruggendo come nazione e popolo. In febbraio andiamo a votare ma non serve a niente i giochi sono già fatti; a sinistra fanno del morale devono legalizzare i gay, dare la cittadinanza agli extracomunitari e il popolo italiano deve aspettare ancora le riforme di cui ha bisogno? A destra se destra si può chiamare; prima appoggiano, poi rinnegano, poi vanno in TV a fare spettacolo, poi tutti  insieme ci fanno fessi come sempre dopo le elezioni cambia musicista ma non la musica.  Il sistema non cambierà viviamo in un sistema politico mafioso e anarchico in una democrazia costruita per chi a soldi o appoggi politici il resto siamo come ci hanno detto dei poveracci falliti come quel cittadino sdraiato sul cartone all’uscita della stazione di Santa Maria Novella. Mi definisco antidemocratico e ancor di più contro democrazie come quella costruita in Italia e nelle maggiori nazioni Europee, sono un nazionalista e come tale un fascista mussoliniano e come tale onorerò la mia patria e il popolo Italiano, rispetterò le vigenti leggi pur non condividendole e combatterò per una più giusta e equa società e agirò per sentimento e non per risentimento, anche se ogni giorno vengo infamato da coloro che si sbandierano come portatori di democrazia e poi la conoscono meno di me. Mai sarò complice di coloro che in nome dell’antifascismo e per la democrazia stanno distruggendo l’Italia e il suo popolo. Adesso è notte ma presto tornerà il giorno con ideali di onore lavoro patria e famiglia. Sono cresciuto fascista,  lo sono oggi e morirò  fascista.


                                                                                                                                                                                                         Giampiero Mugelli

lunedì 31 dicembre 2012

Tiratore scelto (o cecchino)


Tiratore scelto, o cecchino, è un soldato speciale addestrato e preparato per colpire di precisione bersagli molto distanti.  La sua arma è un fucile ad alto potenziale, con pallottole blindate ed esplosive, con mirino telescopico (fucile di precisione) e con un tiro efficiente oltre i mille metri.  Vengono addestrati nel camuffamento e nelle ricognizioni; il termine cecchino venne dato nella prima guerra mondiale ai cecchini austroungarici dalle truppe Italiane, deriva da: Cecco Beppe, soprannome che avevano dato all’imperatore Francesco Giuseppe.  Dovevano colpire bersagli di grande importanza come: ufficiali, radiofonisti, mitraglieri o i serventi dei cannoni anticarro e depositi di benzina.  Che uomini erano i cecchini? Chiunque era in grado di fare il cecchino?  No! 
I cecchini erano uomini speciali solo coloro che non avevano sentimenti potevano finire l’addestramento, essi non avevano ne fratelli, padre e madre, amici e fidanzata.  Il fucile era il tutto, era sempre accanto a loro, con loro, non l’avrebbero mai lasciato, pure nel sonno lo tenevano strinto e vicino a loro, sempre oliato e funzionante esso era la morte per gli altri e la vita per loro.  Il cecchino era sempre solo, esso doveva andare oltre le linee nemiche o in ricognizione in silenzio e doveva saper camuffarsi nella posizione presa; lui e il fucile dovevano essere una sola unità; la sua sopravvivenza dipendeva da tutto questo al 99% . Certe volte doveva stare immobile per delle ore sotto la pioggia o il sole, al caldo o con il freddo e pronto a sparare in ogni momento favorevole, ammazzare, ammazzare, senza avere mai incertezza con freddezza, dieci, cento, e altri, poi ancora altri giovani come lui, senza sapere chi erano, se avevano una mamma, moglie e figli che li aspettavano.  Lui non pensava mai a questo, per lui è un tiro a segno, è la sua vita contro la sua morte. Emarginato pure fra le truppe amiche è sempre solo, additato come criminale e assassino. Senza sensibilità, la morte certa a tradimento, improvvisa, inaspettata per coloro che entravano nel mirino del suo fucile. Se scoperto era morte certa per lui, nessuna pietà per i cecchini, i soldati nemici smettevano di sparare solo quando crivellato di colpi giaceva inerme per terra insieme al suo fucile, molte volte senza sepoltura finché sbranato dagli animali il suo corpo veniva sparso per prati e boschi.  Quando si scontravano fra se degli opposti eserciti ne usciva vivo uno solo, il più freddo e calcolatore, il più calmo, chi aveva la forza di stare immobile anche per ore, si cacciavano fra se come bestie feroci fino alla morte di uno di loro.  Solo uomini con requisiti non indifferenti, con i nervi saldi e privi di emozioni, potevano fare certi corsi e certe operazioni, una volta finiti questi corsi e tornati da diverse operazioni pure gli ufficiali temevano questi soldati votati alla morte degli altri oppure della propria.  Non c’è valore che ripaga la morte di una giovane vita, ma la guerra tira fuori la parte bestiale di certi uomini, le debolezze per altri, il tradimento per altri ancora e la paura alla maggior parte.  Poi quando la tempesta e la pazzia della guerra è passata ogni uomo si pulisce delle proprie miserie e colpe, si rimette la propria maschera e si mischia nella massa e nella massa c’è pure il cecchino.

                                                                                                                                          Giampiero Mugelli 

domenica 30 dicembre 2012

Come finirà quest'imbroglio? Cosa sarà dell'Italia?



Mi hanno fatto queste due domande, io ho risposto secondo il mio pensiero ovvero: Non ci sono incertezze , questo potere che cresce nel mondo è uno dei peggiori capitalismi esistiti dal 1900 ad oggi, è un capitalismo che vuole tutto, un capitalismo che porterà molte nazioni del mondo alla colonizzazione. Non più sovrane ma comprate con l’azzeramento del debito pubblico impagabile come quello dell’Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, debito costruito negli anni da governi eletti democraticamente ma costretti all’obbedienza di altri. I nostri governi, pure quelli Europei sono andati oltre oceano “ in America” non certo per fare una girata fuori porta, ma per avere ordini nel comportamento futuro di quel governo. Nel mondo ci sono 30 milioni di organismi economici, 43mila multinazionali transnazionali tutte controllate da un nucleo di 1380 circa di multinazionali che: 1) detengono il 20% del reddito mondiale, 2)si possiedono luna con le altre, 3) in questa unità c’è un’ulteriore unità centrale ed’è proprio in questa unità che decidono cosa deve succedere nel mondo. Sono le tre , quattro banche mondiali che detengono circa il 70% del reddito globale, questi signori riescono ha controllare i vari comparti mondiali cioè: il comparto bellico, il comparto delle industrie alimentari, farmaceutiche,ecc, comparto delle telecomunicazioni,compagnie petrolifere e di conseguenza tutto quello che c’è al mondo e fa reddito. Se investono per salvare delle nazioni in difficoltà danno i soldi alle banche e non sono aiuti, ma prestiti che devono essere restituiti con interessi da strozzinaggio non certo dalle banche ma dal governo di quella nazione che ha accettato il prestito. Nelle nazioni così dette democratiche sono entrati perché padroni. Dove non sono padroni e i governi di quelle nazioni non gli aprono la porta tirano fuori la chiave magica “Democrazia” inventando una guerra per destituire il governo esistente per sostituirlo con un governo ha loro favorevole, vedi: Libia, Egitto ecc; sciogliendo il loro cane l’ America, la mano armata del capitalismo mondiale colei che dal 1940 è sempre in guerra in tutto il mondo ha portare democrazia, cioè il dio quattrino a quelle banche. L’America conta poco, chi conta sono quei pochi che hanno il monopolio delle banche mondiali, coloro che nel 1946 insediarono gli ebrei in una parte del Libano; costruendo la nazione Israele iniziando la guerra infinita fra lo stesso e i paesi Arabi. Sono coloro che sperimentarono la bomba atomica sui civili Giapponesi a Hiroshima e Nagasaki che hanno fatto gettare bombe al Nepal in Vietnam Laos ecc, finanziatori dei colpi di stato in Argentina Grecia ecc; questi potenti possono fare e disfare a loro piacimento e quando troveranno un’altra potenza militare più decisa ha fare il lavoro sporco che ora sta facendo l’America, non avranno scrupoli ad abbandonarla succederà quando vogliono loro, quando il Dollaro non sarà più la moneta di cambio commerciale mondiale. Forse la Cina sarà la nazione ideale, hanno un popolo numeroso, una buona mafia, vivono e procreano in tutti i paesi del Mondo basta renderli più democratici, questo è l’imbroglio!

Nel 1945 l’Italia e l’Europa furono liberate e democratizzate e ancora dopo 70 anni stiamo pagando l’America e il suo capitale per quel fatto penso che sarebbe ora di riappropriarsi della nostra sovranità sia nazionale che Europea, ma non sarà così, resteremo colonia del potere liberale Massonico Sionista che vive e prospera in America. Le torri gemelle sono state il via per portare la recessione reale nel mondo come nel 1929 quando in America chiusero 1500 banche, era il solito capitalismo oggi rafforzato da un comunismo capitalistico come la Cina e l’Italia che hanno preferito il Suv e gli abiti firmati al posto della bicicletta e della divisa di Mao. Ho dovuto lottare, lavorare una vita intera e non potevo studiare, i miei genitori erano contadini, soldi erano scarsi, la mia licenza si ferma alla terza media, ma non importa aver studiato molto per capire che la mia Italia sarà una nazione svenduta, perché abbiamo un debito pubblico che non’è possibile estinguere, anzi aumenta ogni giorno di più, sa fare bene il suo mestiere il bancario Monti. Venduta fu il 25 aprile 1945. Oggi viviamo in una società Liberale Comunista Massonica Sionista perciò il povero sempre più povero ma in compenso sempre più ricchi. L’evidenza è sotto gli occhi di tutti e la viviamo ogni giorno, dispiace questa situazione che farà del male ai nostri figli e nipoti. Cosa sarà dell’Italia?L’Italia diventerà una povera nazione, la strada è tracciata le nostre industrie tecnologiche vendute come le maggiori industrie alimentari le telefonie sono per due terzi in mano straniere, hanno distrutto l’artigianato, le piccole e medie industrie per costruire le multinazionali e grossi centri di distribuzione con il consenso dei sindacati e dei comunisti entrati pure loro nel salotto che conta con: le Coop, Banche e Assicurazioni, perciò chi ha bisogno e deve lavorare ha una sola strada: lavorare per loro e alle loro condizioni, cioè chi lavora avrà da mangiare ho poco più come è l’attuale situazione e sparirà quasi del tutto il sociale oppure ci saranno altri mestieri ma non idonei alle persone oneste. Sappiamo tutti che ci hanno stordito con proclami di democrazia e falsi valori distruggendo le famiglie regolari per qualcosa di innaturale. Non esiste più il buon senso e unione di popolo ci hanno detto che ora siamo un popolo multietnico. Adesso non possiamo fare niente perché abbiamo perso la nostra sovranità e volontà popolare in nome di una falsa democrazia e una società mondiale gestita da uno dei peggiori capitalismi e dalle false democrazie da lui costruite.


  
                                                                                                                              Giampiero Mugelli 

giovedì 20 dicembre 2012

Servono cortei e manifestazioni in piazza?



Un altro sabato a Roma, quattro cortei e manifestazioni in centro, organizzati da politici ho presunti. Migliaia di persone, fra cui tanti giovani che non sanno riflettere sul loro futuro tanto da diventare una massa umana passiva di gruppi politici pronti a tutto. Poteva scapparci la solita guerriglia e ancor peggio il morto, un santo protettore ci ha messo del suo e per fortuna non è successo niente. Ma questa giornata ci porta a riflettere, a farci una domanda: servono veramente i cortei? Ho sarebbe utile vietarli in generale se specialmente rappresentano una minaccia?
Per me si specialmente nei grossi centri come Roma e nelle città chiave della penisola, per la tranquillità e l’ordine pubblico dei cittadini, per non creare caos nel traffico che poi la gente non circola e si fermano le attività cittadine. Non capisco perché si debba scegliere il peggio modo di protestare, uno strumento che produce scontri con la polizia, feriti da ambo le parti,  devastazioni a cose pubbliche e private che nessuno paga e non servono per raccogliere consensi politici. Mi viene da ridere quando vedo la Camusso con la divisa da corteista: felpa rigorosamente rossa, berretto con la visiera al’incontrario, viso da rivoluzionaria che si prepara ha fare assaltare non si sa cosa. Bersani insieme alla Camusso per vedere se prende consensi alle votazioni di primavera, non poteva mancare l’alleato numero uno Nichi Vendola, delfino di quel comunista di Fausto Bertinotti che si crede un politico di rango invece è solo capogruppo di un minigruppo da fumetto e si eccita in molti modi. Ha cosa sono serviti i cortei negli anni passati e oggi stesso? A niente senza un risultato e una logica. Anzi quelli e questi hanno portato disagi, scontri, feriti, guerriglia e odio e negli anni 60/70 ad arrivare agli scontri con spranghe e pistole e morti ammazzati e non ci fu nessuna conquista politica e sociale.
In questo 2012 non si sono viste per fortuna le pistole. Ma abbiamo sotto gli occhi una realtà deprimente, è quella di migliaia di giovani disposti a seguire alla cieca i giocolieri che li usano come arieti contro la polizia e di conseguenza diventano carne da manganello.
I kapò dei centri sociali e di altre sigle sindacali sanno come servirsi di questa massa di ragazzi, li manovrano e li usano senza dare loro nulla in cambio. Questi giovani dovrebbero: studiare, imparare un mestiere per il loro futuro ma non se ne curano gli hanno insegnato che tutto gli sia dovuto. Credono di andare in piazza, oppure occupare le scuole e così migliori la loro vita e l’istruzione pubblica, si fidano di quei professori impreparati oppure perennemente assenteisti, quei professori figli o nipoti dei sessantottini che io ho combattuto. Non capiscono che questa recessione si abbatterà per prima su di loro e li porterà allo sfascio, i partiti e le forze sindacali gli accarezzano il pelo perché sanno che un domani saranno il proseguo di voti e pensieri che servono a loro per sopravvivere. Da persona attempata che a sempre lavorato non riesco a sopportare l’accarezzamento di pelo e le migliaia di parole usate per coccolare questi giovani. Per fortuna non tutti sono così trascinati dalla frantumazione societaria portati dove non c’è nulla per loro. Coloro che non sono stati trascinati, hanno capito che la pasta nel piatto non ci arriva da sola e si danno da fare invece di andare nei cortei e si dedicano ai mille lavori che si possono fare. Confesso che quando questi perduti giovani con una bandiera politica in mano, i caschi in testa vengono picchiati dai poliziotti che hanno aggredito non provo nessun sentimento tranne compassione per loro. I poliziotti picchiano solo chi li aggredisce e distrugge proprietà sociali e private, sto dalla parte della polizia e sono schifato da quei politici che si dichiarano contro la polizia fascista e serva dei padroni, favorevoli a quei giovani che picchiano e distruggono facendoli passare come fautori di democrazia. Troviamo altri metodi di protesta più idonei e costruttivi, togliamo i cortei di vecchia generazione e inconcludenti perché questi giovani abbiano più tempo da dedicare a una più redditizia scelta per il loro avvenire in questi tempi così poco redditizi dove il pane e il companatico scarseggiano per tutti . Coccolare e fare indulgenza per loro è fargli del male, bisogna far capire loro che ogni tanto hanno torto non sempre ragione come gli hanno insegnato coloro che gli usano.

                          
                                                                                                                                   Mugelli Giampiero