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venerdì 20 aprile 2012

Giustizia e autodifesa

Non ci si fa giustizia da sé, è vero ma che centra con l’autodifesa che è un diritto. Perché leggi magistrati e una parte di stampa italiana, si sentono autorizzati a condannare chi si è difeso da una illegalità, pronti a dimenticare chi come i due marò, prigionieri in India che ci anno difesi  dall’illegalità?  La giustizia accerta colpevolezze di un imputato, raccoglie prove e testimonianze, agisce con calma, non’è in pericolo fisico (l’imputato). La vittima di un’aggressione, o di una rapina non si fa giustizia da sola, ma si difende, spesso in inferiorità numerica: è minacciata e picchiata sul lavoro o in casa propria da qualcuno che sta commettendo un crimine e deve farla desistere, è nel panico, non solo perché è stata aggredita, ma sa anche grazie a leggi inesistenti e al sentimento di pietà per il colpevole invece che per la vittima se specialmente è extracomunitario. L’aggressore non’è certo della pena. La giustizia dovrebbe essere una certezza dello stato.  La legittima difesa è un diritto del cittadino, pure se può costare la vita del criminale. Colui che và in una casa, oppure nel posto di lavoro a rubare e uccidere, è l’unico responsabile degli eventi e delle conseguenze che avverranno.   In Italia non’è così, le cronache ci mostrano commercianti,  gioiellieri, tabaccai e altre persone che lavorano e faticano sottoposti a processi perché hanno osato reagire, anche uccidendo per non essere uccisi.   Si se uno viene aggredito in casa o sul lavoro, l’aggressore minaccia con un’arma la moglie o ruba oppure tenta di violentare la figlia, l’aggredito ha il diritto di difendersi, di sparare se ha un’arma legalmente denunciata, lo stato dovrebbe tutelare l’aggredito, non accusarlo di  eccesso di difesa come regolarmente avviene.     Stato, giornali, personaggi politicamente corretti, in questa società malata pronti ad accusare il pericoloso pistolero che si è difeso, come se il colpevole dell’aggressione e delle sue paure dipendessero da lui.  
Nello stato, nella giustizia c’è un moralismo di ideologia: il cattocomunismo, quella ideologia che mena la danza: il commerciante è di destra ricco e evasore, il rapinatore è di sinistra, è quasi un eroe specialmente se è extracomunitario, se è rom.  IL primo ha già legalmente rubato, è colpevole di possedere qualcosa, l’altro deve rubare perché è spinto dal bisogno e dall’ingiustizia sociale.  Niente è peggio del moralismo ideologico, e in Italia domina, non fra la gente comune che subisce stancamente e con paura questa ideologia, ma fra coloro che contano, chi amministra la giustizia, chi fa opinione, è lotta di classe, è strascico del 68. Se fra la gente comune qualcuno mugugna o espone pensiero contrario a quella ideologia dominante, diventa razzista, non si può parlare o ragionare.  Per questo che non esiste solidarietà per i rapinati, mentre esiste per i rapinatori e si afferma sempre più. Non’è la pietà e il garantismo, ma è l’ideologia, la falsa coscienza che mena la danza, come ad esempio non siamo a centinaia, migliaia in piazza ha favore dei nostri due soldati prigionieri in India, prigionieri del nostro governo, e di noi stessi cittadini.
                                                                                                                    

Giampiero Mugelli

venerdì 30 marzo 2012

Un lavoro sporco

Nel 2012, in una Nazione che non è più identificata come “Europa” ma come “Terzo Mondo”, il presidente comunista, da l’incarico ad un professore bancario e massone di costruire un governo di non eletti ma di professori e tecnici per fare un lavoro sporco che nessun partito politico voleva fare perché impopolare, cioè tassare quel povero popolo senza toccare privilegi, sprechi di spesa pubblica e ruberie di parassitarie caste.
I risultati sono già visibili: recessione che aumenta ogni giorno, suicidi di imprenditori, aziende che chiudono, incremento dei fallimenti, tassi di disoccupazione mai visti  e inarrestabili; questi prof e tecnici sono entusiasti del proprio operato e proseguono nell’opera risanatrice, ovviamente per il bene del popolo.
Quale popolo? Forse quello extracomunitario, ogni giorno sempre maggiore e inarrestabile, con la benedizione dei politici che silenziosamente si sono ritirati nei loro castelli di una dimensione molto differente dalle case del popolo sovrano, che si è divertito con le comiche del giullare Benigni che ha fatto tanto ridere il presidente e piangere coloro che amano la propria Patria che merita ben altro rispetto, una Patria divisa non solo in Nord e Sud ma anche da Destra e Sinistra. Una sinistra vergognosa che tutela più i clandestini dei suoi concittadini e i suoi soldati, basti pensare quello che è stato detto dei Marò prigionieri in India.
Questo è uno dei tanti lavori sporchi con il consenso della casta politica sindacale e giuridica fatto dal Prof Mario Monti e collaboratori.

Un altro lavoro sporco riguarda sempre il Governo in prima persona ma la responsabilità si allarga anche ad altre categorie. Leggo diversi giornali, ascolto tutti i TG, le decine di dibattiti nelle Tv con politici, banchieri, imprenditori, lavoratori ed economici ma nessuno parla della reale situazione del nostro paese, quali sono i mali reali della nostra società e le vere riforme da fare, sembra che ci sia un tabù, nessuno vuole prendere il cane per la coda ma tutti sanno quali sono i problemi e le contromisure da adottare, ovvero la ripresa economica.
Ma quale è la reale situazione economica del paese? Quanto è il PIL attuale? L’inflazione galoppa al 50% oppure al 100%?
Queste sono le misure della salute dell’Italia e di conseguenza di noi cittadini lavoratori contribuenti, artigiani e piccole industrie, chi sono e se ci sono chi investe soldi nel nostro paese? Il nostro Prof bancario capo del governo presidenziale ha lavorato bene per le banche, per le lobby e per le caste, ma ha messo ulteriori tasse a coloro che non arrivavano a fine mese, oppure ai lavoratori in proprio che ancora resistono prendendo dei mutui al 6%, mentre per i politici ci sono mutui agevolati all’1,25%.
Questo è il sistema massone capitalista delle banche e dei poteri forti. Dall’altra parte c’è il sistema sovietico della CGIL della Camusso e della FIOM di Landini, forti del loro potere, al sindacato rosso non gli frega niente della fine che farà l’Italia e i suoi lavoratori che mai ha protetto ed il perché è visibile, abbiamo gli stipendi e le pensioni più basse d’Europa.
Troppo meglio fare scioperi e proteggere coloro che non vogliono lavorare.

Vorremmo sentire dai nostri politici, dai sindacati che ci saranno meno tasse, paghe e pensioni più eque, più lavoro e meno scioperi, che non ci saranno sprechi di soldi pubblici, sanzioni dure per coloro che rubano, che evadono le tasse, meno soldi per la politica, abolizione di enti inutili e scioglimento di lobby.
Vorremmo sentire che veramente ci sia voglia di uscire da questa situazione dove gli unici ad affondare sono i lavoratori tutti e i cittadini onesti che sono ridotti in povertà dal tiranno che si chiama Stato Democratico, dove ognuno di noi ha rubato così tanto che alla fine abbiamo un debito pubblico stratosferico. Tra questi latri comprendo anche la mia nipotina nata un anno fa, altrimenti il bilancio non quadra.
Basta divisioni politiche, disfattismo e menefreghismo, il popolo italiano, la gente onesta vuole dignità, diritto al lavoro ed equità sociale.
Se tutto questo non è possibile abbiate l’onesta di dire come deve morire il popolo italiano. Non potete ridurre una Nazione e un popolo come è adesso, dove corruzione, mafie, furti, intrallazzi, decadenza morale e intellettuale fanno da padroni.
65 anni di sistema democratico liberal comunista hanno distrutto la prima repubblica, e la seconda non ha fatto tesoro degli sbagli della prima, anzi è stata molto peggio e ci sta portando alla distruzione totale.
Monti ride, è vittorioso, ma viene in mente quel chirurgo che si vantava della buona riuscita dell’operazione, poi alla domanda “Il paziente come sta?” rispondeva “E’ morto”.


Giampiero Mugelli

domenica 18 marzo 2012

I compagni Maolin e Palmiron

I comunisti e sinistri italiani hanno fallito in tutto con la società italiana, nonostante l'Articolo 18, il sindacato lento e ottocentesco (CGIL) e bella ciao (I Palmiron). 
Mentre i turbo Maolin (Compagni Cinesi) corrono, producono e vanno col turbo, i comunisti italiani vanno in piazza per fare confusione e cantare "bandiera rossa trionferà", e sono sempre più incazzati.
Allora viene da chiedersi, ma perché? Volevano un mondo internazionale e comunista, la morte delle Nazioni e del capitale mondiale: eccoli accontentati, i Maolin Cinesi stanno comprando il mondo. Un altro pezzo di capitalismo Italiano, la Ferretti Yacht (uno dei più grandi produttori di Yacht di lusso al mondo) che ha 7 cantieri in Italia e uno in America, con 2000 dipendenti, che aveva 600 milioni di euro di debiti, ha venduto il 75% delle azioni al gruppo cinese Shig Eavy Industry e l'altro 25% è stato acquistato da una banca scozzese e un fondo di investimenti americano. 
Si cari cittadini italiani, la Shig è una società cinese, di proprietà proprio del governo Maolin Cinese  Comunista, come tutto in Cina è di sua proprietà.
Non vedo l'ora dei primi scontri fra sindacati italiani e i nuovi padroni comunisti Maolin. Cosa chiederanno i compagni Palmiron ai compagni Maolin? L'Articolo 18? Gli ammortizzatori sociali? La tredicesima e le ferie? Le pause pranzo di 3 ore? La casa integrazione? 
Cari compagni Palmiron, i compagni Maolin hanno un'altra visione dei compagni lavoratori, e sapete come vengono trattati gli operai nella Cina comunista dai compagni Maolin?
Esempio: Avete sentito parlare di quella fabbrica con trecento operai nel Wuhan dove producono componenti elettronici per mezzo mondo? Questi vendono pagati male e con ritardi, quei poveri operai hanno minacciato di suicidarsi.
Oppure di quella fabbrica di sole donne dove fanno scarpe? Le operaie non possono neppure andare al bagno perché rischiano di essere violentate da guardie nell'interno della fabbrica; anche lì ci sono stati tentativi di suicidio. Nella Cina capital comunista i sindacati sono vietati, esiste solo il sindacato governativo che lavora per lo stato, non certo per gli operai: Scioperare è un reato penale, i turni sono di 12 ore senza interruzione, gli straordinari sono obbligatori, comandati e spesso non pagati, lo stipendio medio di un operaio è di 160 € mensili e vicino alle fabbriche ci sono dei dormitori dove dormono anche 12 persone tutte insieme. Questi sono i compagni Maolin che si sono appropriati delle tecnologie e attrezzature della Ferretti e faranno una mega fabbrica in Cina, poi chiuderanno i cantieri in Italia e in America. Tutto questo grazie alla testardaggine del partitone rosso anni 60, agli ideali distruttivi di sindacati con il pallino degli scioperi e delle idee ottocentesche, alle tasse applicate senza pudore, alla nostra economia da troppi ani stagnante; Risultato: le nostre imprese sono indebitate e strozzate fino al collo.
I compagni partigiani hanno liberato l'Italia dal Fascismo nel 1945, allora il PIL era al 36%, furono fatte tante riforme, e non c'era nessun debito pubblico.
Ora stanno liberando l'Italia dai capitalisti e questo è il risultato.
Complimenti compagni Palmiron, buon lavoro, bandiera rossa trionferà!


Giampiero Mugelli