Benvenuti nel blog della Decima Legione.

Noi della Decima ci rifacciamo alla Decima Legione sottostante al grandissimo Giulio Cesare.

Questa legione era composta solo da uomini valorosi

Noi cercheremo di assomigliargli il più possibile



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domenica 9 ottobre 2011

Un incubo da terrore

La sensazione di avere tanti sguardi intorno a me...mi sono svegliato...intorno al mio letto c'erano: Rosi bindi, Vendola, Di Pietro, Fini, Casini, Bersani, Rizzo, D'Alema, Comusso, Iervolino e Marrazzo. Dio mio, mi son detto, aiutami tu.

 

Mi guardavano male. Rosi Bindi e Vendola volevano che applaudissi, lei come donna, lui come omosessuale. Di Pietro mi voleva mettere in galera perché sono fascista. Fini e Casini mi dicevano: "non temere, ti libereremo noi". Bersani voleva che andassi alla festa del PD, Rizzo a quella dell'Unità. D'Alema voleva che lavassi la sua barchettina. La Comusso voleva che prendessi la tessera CGIL_FIOM. La Iervolino che l'applaudissi come Miss Italia e levassi la spazzatura da Napoli. Marrazzo mi diceva che le donne sono i trans e mi voleva toccare dove non si può. Sono fuggito, fuori nelle strade c'erano i manifestanti anti Berlusconi con le bandiere rosse. I muri erano rossi, le telecamere a circuito chiuso in ogni strada, il telefono controllato. Non fuggirai mi dicevano, noi saremo il tuo pensiero, le tue mani, il tuo corpo. Con noi assaporerai la libertà di lavorare gratis. Dovrai pagare le tasse; sei grasso, penseremo noi alla tua salute, mangerai una volta al giorno vegetale, se sei senza denti niente pane, solo brodino. Ti diremo cosa fare, dove andare, sarai libero di non pensare. Sarai una cosa da manovrare, non ti preoccupare. Poi mi hanno dato una falce e un martello, ho domandato: "Con questi cosa ci faccio?" E loro: "Con il martello schiacciati le palle, tanto non serviranno più, il bunga bunga è fuorilegge. Con la falce quanto te lo diremo noi, in tutta libertà tagliati la testa". Ho aperto gli occhi, ho fatto una pernacchia e tutto è passato, sono felice di non averlo vissuto realmente.

Cari italiani, possiamo anche viverlo se alle prossime elezioni voteremo. Io non lo farò. Ho avuto un terribile incubo e mi è bastato quello.

Giampiero Mugelli

sabato 8 ottobre 2011

Accisa: Le tasse sui carburanti

Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Il termine deriva dal tedesco accijns, che a sua volta deriva dal latino accensare, che significa "tassare". È un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi. In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici, all'energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi. Mentre l’Iva incide sul valore, l’Accisa grava sulla quantità dei beni prodotti.

In Italia sui carburanti gravano diverse accise:
  • 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
  • 14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire per il finanziamento dell'alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire per il finanziamento del terremoto dell'Irpinia del 1980; 
  • 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
  • 0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,0073 Euro in attuazione del Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali.
  • 0,040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92.
Molte delle accise imposte agli italiani sono anacronistiche, come ad esempio quella della Guerra d’Etiopia del 1935 che il cavalier Silvio Berlusconi si è apprestato a concedere a Gheddafi che reclamava forti crimini di guerra nei confronti della sua popolazione, quando gli italiani in Etiopia in quel periodo hanno semplicemente colonizzato, ovvero creato strade, pozzi, ospedali, bonificato terreni e civilizzato gli abitanti che ancora oggi non possono fare a meno di ringraziare noi Italiani per le opere costruite all’epoca e ancora intatte e utilizzate.

Di seguito le accise imposte ad ogni singolo carburante:
  • Benzina senza piombo: 0,6132 Euro
  • Gasolio auto: 0,4722 Euro
  • GPL auto: 0,125 Euro
  • Gasolio riscaldamento: 0,403 Euro
Dal 1 gennaio 2012 le accise sui carburanti italiani subiranno un ulteriore      rincaro pari allo 0,5732 €/L per poi nel 2014 scendere complessivamente allo 0,5695 €/L.
Continuando così, a pagare tasse inutili come quella per la Guerra d’Etiopia, finiranno per imporci anche l’accisa sui carburanti, per pagare gli avvocati del cavaliere, i trans di Marrazzo, la riabilitazione per Bossi e i coca party per il figlio.

Di Fiore Alessandro

sabato 1 ottobre 2011

30 Ottobre 2011



Tutti i camerati che andranno a Predappio, potranno riconoscere i camerati della Decima Legione grazie alla toppa posta sulla spalla nella camicia nera del camerata.
Oltre alla toppa Legio X ognuno apporra la scritta con la città di appartenenza.
Per richiedere la toppa contattare il responsabile del sito alla mail legiox@hotmail.it

Romanamente Camerata Alessandro Di Fiore

venerdì 9 settembre 2011

Una risposta serena

Per l'ANPI rispondo al loro articolo riguardo il mio scritto: 25 Aprile 1945: l'Italia libera dal fascismo.

Nel massimo rispetto di codesta associazione, a tutte le persone che hanno subito angherie, il mio sentito pensiero. Mi sento di difendere il mio scritto, perché ho fatto dichiarazioni non lesive nei confronti e nella memoria di chi ha combattuto per il suo credo politico; ho soltanto scritto un mio pensiero e messo in evidenza verità tenute nascoste per troppo tempo.
Finalmente riconosciute e discusse come storia d'Italia, tramite libri e articoli firmati da grandi scrittori, giornalisti e ricercatori storici che hanno messo alla luce il lato oscuro di una parte della resistenza, cose sbagliate come anno fatto, dichiarate, mai nascoste dall'altra parte (certamente la storia la scrivono i vincitori). Ma le verità come l'olio vengono a galla.
Del resto in una guerra civile di ogni epoca e nazione ci sono stati orribili misfatti. Non penso proprio che le mie affermazioni siano banali, volgari, superficiali e di un nostalgico,  e tanto meno non offendo il senso comune di chi ha lottato e ha subito angherie o è morto sia da una parte che dall'altra. Mi sono permesso di osservare che da una parte i partigiani erano cavalieri senza macchia e fortemente democratici, e dall'altra solo il male assoluto. Certe verità scritte e riconosciute e il monumento a PORZUS sono prove delle mie affermazioni. Chi è senza colpe scagli la prima pietra.
Ne approfitto per ringraziare l'amico Silvano, di aver commentato e dato lustro al mio articolo con un commento dove percepisce il senso del mio scritto. Se poi le mie affermazioni sono irrispettose della verità storica, chiedo scusa. 
Per concludere vorrei ricordare all'ANPI che non ho commesso nessun reato per aver parlato di fascismo, non faccio politica per ricostruire il discolto PNF, ma ho solo espresso un mio pensiero da libero cittadino italiano, in quanto:

La cassazione penale, sezione seconda del 06 giugno 1977 dichiara:
"La costituzione vieta la ricostruzione del disciolto partito fascista, non pone nessun limite alla libertà di manifestare il proprio pensiero neppure quando si abbia per oggetto, persone fatti e disegni politici del fascismo."
Quindi se farò un altro articolo riguardo certi temi desidererei sentirmi dire che non sono un nostalgico ed una persona lesiva e banale, perché io non offendo nessuno e nessun senso comune manifestando un mio personale pensiero e una mia personale preferenza come dichiaro a fine del mio articolo.
Anzi, dico di più, accusandomi in questa maniera voi dell'ANPI state violando l'articolo 13 della Costituzione Italiana:
"La libertà della persona fa parte dell'essenza costitutiva dell'uomo e pertanto lo Stato deve riconoscerla come inviolabile, in quanto preesistente alla formazione delle istituzioni e alla stessa vita associata."
"La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge."

Mugelli Giampiero

mercoledì 7 settembre 2011

L'ANPI difende la memoria dei caduti


In merito all'articolo "25 aprile 1945 litalia libera dal fascismo" siamo a ricordarvi che commette reato chiunque "pubblicamente, esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche" (legge 20 giugno 1952; n645, detta anche Legge Scelba).
Riteniamo i contenuti dell'articolo lesivi nei confronti della memoria delle persone che hanno combattuto e dato la vita per far si che l'Italia si dotasse di una Costituzione democratica e divenisse una nazione libera.
E' incredibile e anacronistico leggere le affermazioni volgari e superficiali con cui l'autore ha infarcito il suo articolo; sono le banalità autoconsolatorie dei nostalgici che offendono il senso comune in un territorio che ha conosciuto l'orrore della violenza nazi-fascista. E' bene ricordare l'asservimento dei fascisti al Terzo Reich, le leggi razziali, le deportazioni, le stragi e le torture. Le riduttive affermazioni sui partigiani comunisti vorrebbero nascondere la grande pluralità di idee rappresentata nella Resistenza italiana: dai monarchici al partito d'azione, dai liberali ai socialisti, dai cattolici agli anarchici. Partigiani di destra e partigiani di sinistra. E' come non ricordare le centinaia di sacerdoti, le migliaia di soldati e carabinieri resistenti caduti con i partigiani per liberare l'Italia dal fascismo.
In conclusione ci aspettiamo di non dover più leggere frasi irrispettose della verità storica di cui la nostra Associazione a livello locale e nazionale è custode e promotrice.

ANPI
Borgo San Lorenzo

martedì 6 settembre 2011

25 Aprile 1945: l'Italia libera dal fascismo

8 Settembre 1943: inizio della vergogna per l'Italia.
Il Re era fuggito, il Duce arrestato e imprigionato sul Gran Sasso. Badoglio e i finti gerarchi fascisti, sentendo odor di bruciato, tradirono e vendettero l'Italia al sionismo americano lasciando il popolo italiano e le forze armate al loro destino. I tedeschi occuparono l'Italia e liberarono Mussolini. Molti soldati, camice nere e civili salvarono l'onore d'Italia ricostruendo un governo fascista (la Repubblica di Salò) e combattendo insieme ai tedeschi pur sapendo di combattere una battaglia già persa. Essi difesero l'ideale in cui credevano, onorarono l'impegno preso e combatterono fino alla fine: il 25 Aprile 1945.
Data storica (la fine del fascismo), l'inizio della libertà e della democrazia.
Una libertà e una democrazia già malate e viziate alla nascita: già dal tempo della resistenza partigiana.
Vi erano due schieramenti i cattolici (bianchi) e i laici (rossi); i bianchi combattevano per dare all'Italia la democrazia attuale, i rossi (quelli comunisti guidati da Togliatti amico di Stalin tanto da prendere la cittadinanza sovietica) che erano la maggioranza, usavano il metodo "mordi e fuggi" per combattere, tipo guerriglia: con attentati alle spalle ammazzavano i tedeschi, consapevoli che ogni tedesco morto in un attentato, loro avrebbero fucilato 10 italiani (vedi le fosse Ardeatine) ma a loro non importava, era la loro guerra, lottavano per fare un Italia bolscevica staliniana (non dimentichiamo che l'attentatore di Via Rasella, alla domanda del giudice: "Se lei si costituiva le fosse Ardeatine non avrebbero avuto luogo. Perché non lo fece?" - Rispose - "la vita di un compagno vale più di 335 vite"). I GAP (Gruppo Armato Partigiani) erano una forza armata molto consistente specialmente in Piemonte, Liguria e Romagna, essi facevano i padroni, la loro guerra era contro tutti coloro che non la pensavano come loro e uccidevano senza scrupoli pure i partigiani bianchi che non volevano combattere con i loro sistemi e non volevano aderire all'ideale inderogabile del bolscevismo sovietico; cito uno dei tanti eccidi: 21 partigiani bianchi della brigata "Osopo" trucidati nel febbraio 1945 a "Porzus" in Friuli Venezia Giulia da una banda di partigiani rossi guidati da Mario Toffanin. Oltre un monumento a loro dedicato esiste anche il film "Porzus".
E il 28 Aprile ricorda un'altra vergognosa azione, l'esibizione di tre cadaveri appesi per i piedi a testa in giù a Piazzale Loreto.
Dal 1945 al 1947 in Italia si viveva il terrore, i GAP formarono un gruppo provvisorio di governo; bande armate la sera entravano nelle case e prendevano persone di ogni età e sesso che in ogni modo erano sospettate di aver lavorato per il fascismo o semplicemente avevano amici o parenti che lo avevano fatto. Li portavano fuori casa dove venivano torturati, seviziati e in fine uccisi e gettati nei fiumi dove affioravano la mattina seguente. In questo modo difficilmente le famiglie riuscivano a trovare i cadaveri.
Alcuni libri scritti da storici e ricercatori come Giampaolo Pansa e Giorgio Pisanò, sono riusciti a dare un nome a molti morti e a far luce su tutte queste morti inutili. Non che ci siano morti utili, ma queste proprio non hanno ragion d'esistere.
Il fascismo era una tremenda dittatura? Non sono d'accordo con chi afferma questo. Credo sia stata una "dolce" dittatura disattenta. Almeno questo è il mio pensiero. Mi hanno sempre detto fin dal primo giorno di scuola "bisogna essere anti-fascisti, il fascismo è il male assoluto", e allora la mia curiosità mi ha portato a scoprire che questo fascismo tanto temuto, nel ventennio in una situazione non facile, guidato da Mussolini fece le riforme sociali più innovative e vere del 1900.
Nessuna democrazia e nessun paese europeo prima e dopo la guerra è riuscito a fare le riforme che ha fatto il fascismo in Italia.
Per ricordarne qualcuna: INPS (Pensioni), INAIL (Infortuni sul lavoro), INAM (Istituto per le malattie), le 40 ore di lavoro settimanali, la riforma Gentile per la scuola, IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), bonifiche, città costruite dal nulla (Aprilia, Latina, Pomezia etc.), strade, ferrovie, ospedali, colonie al mare e in montagna per i bimbi d'Italia, la battaglia del grano (l'Italia è riuscita a produrre il doppio del suo fabbisogno di cereali).
Dette una grande immagine dell'Italia al mondo intero, ridiede alla nazione dignità, unità, entusiasmo popolare e volontà. L'Italia non era divisa come lo è ora (Nord e Sud), era una sola terra unica prosperosa e lavoratrice, sicura, con un'equa distribuzione del bene sociale.
Poi ci fu la pazzia della guerra che portò via tutto.
Nel 1945 la Chiesa e gli americani riuscirono a bloccare i GAP di Togliatti e i titini di Tito, altrimenti saremmo diventati un satellite comunista.
Nel 1948 nacque la Repubblica Democratica Italiana: con l'evento ritornarono le mafie e l'Italia fu ridivisa in Nord e Sud; poi il primo delitto politico-industriale: l'ex partigiano bianco Enrico Mattei e il suo pilota.
I sindacati, le Brigate Rosse, governi che non governano, da Alcide de Gasperi, Andreotti, Craxi, Amato, Prodi fino ad arrivare a Berlusconi.
60 anni di democrazia che non ha portato a niente, solo bugie, corruzione, intrallazzi politici, cattivi governi e omicidi: Moro, Falcone, Borsellino, Don Pino Puglisi, il Generale Dalla Chiesa.
Poi non manca il debito pubblico attuale, il degrado ambientale, sociale ed intellettuale; i nostri giovani trovano sfogo solo nelle discoteche e nella droga, terminando la loro giovane vita nelle strade di un sabato sera da "sballo".
E dovrei festeggiare la libertà e la democrazia che hanno creato tutto questo?
No grazie!
Non accetto tutto questo e combatterò, sempre con la legalità e con gli spazi a me concessi, la schifosa volontà di un sistema dove il cittadino è coinvolto (con le elezioni) ma poi aggirato dai soliti politici che conoscono solo "una musichetta" antica che piace solo ad alcuni politici e ladroni italiani.
IO PREFERISCO IL 1920.

Giampiero Mugelli

domenica 4 settembre 2011

Ricordando il mio vissuto seconda parte

Quasi tutti gli articoli del mio blog sono firmati Mugelli Giampiero, adesso ho trovato due articoli in cui parla del suo vissuto, e in attesa dell'intervista che mi concederà ad Ottobre ho deciso di pubblicarli per dar modo anche a voi, grossomodo di conoscere la persona fantastica che è Giampiero.

Articolo 2.


Dopo aver scritto una storia del mio passato vissuto, molte persone mi anno fatto i complimenti invitandomi a scrivere altre storie; lo farò per loro e per le persone che apprezzano le cose belle e semplici.
Grazie a tutti.

Del mio passato vissuto, un altro bellissimo ricordo. Sono nato nel Monte, sopra Ronta, una collina del Mugello: in una casa di un gruppo messe di fronte l'una alle altre, in mezzo al verde fra campi e boschi. Case di contadini fra capre, polli, conigli e altre bestie. Al centro di questo gruppo di case una grande Aia (era quello spazio dove venivano fatti i lavori contadini come: la battitura del grano, lo scartocciamento delle pannocchie di granturco); le donne sedute al fresco degli alberi nelle giornate estive a fare la calza o rammendare e i bimbi a giocare. Dentro la mia casa un grande camino annerito dal fumo del fuoco, ai lati due panche di legno che d'inverno servivano alla famiglia per stare accanto al fuoco, al centro un gancio dove veniva attaccato il Paiolo, un grande contenitore di rame che serviva per scaldare l'acqua e cucinare. Nel centro della stanza un grande tavolo rettangolare con le sedie impagliate a mano, in un lato un grande acquaio in pietra. Le mezzine (contenitori di rame), servivano per andare a prendere l'acqua e contenerla. L'acqua veniva prelevata da una fontana distante 300 metri da casa, essa serviva per bere, cucinare e lavarsi. Sul muro erano tenute delle mensole di legno fermate al muro. Dall'altra parte una vecchia vetrina con bicchieri, piatti, altre poche stoviglie che non venivano mai adoperate, "sono quelle buone" diceva mia madre. Una grande Madia dove mia madre ci teneva i viveri e ci faceva il pane. Poi una piccola finestra con le tendine, al centro della stanza attaccato al soffitto un lume a carburo per fare luce la notte. Sotto la tavola un gattino nero che all'ora di cena aspettava qualche pezzetto di pane: in tutte le case ogni famiglia aveva il gatto, il suo compito era cacciare i topi. Poi delle scale di pietra che portavano al piano di sopra, dove c'era la camera da letto con una luminosa finestra che guardava la pianura borghigiana, un grande letto, due comodini, un armadio e un lettino dove dormivo io. Sono nato in una fredda giornata di febbraio del 1948, per 5 anni ho vissuto in quella casa con papà, mamma, altri bambini e altre famiglie in piena libertà. Si viveva tutti come fossimo un'unica famiglia, le porte di ogni casa erano aperte a tutti e ci aiutavamo l'uno con l'altro dividendo cibo, gioie e dolori. Mio padre era un uomo piccolo ma distinto, aveva dei baffetti ben curati, un viso sereno, gli occhi fieri pieni di passione e volontà. Era tornato a casa nel 1946 dopo 10 anni di guerra senza dare notizie alla famiglia che lo aveva pianto molto, ma tornò. Era cambiato, la guerra e la prigionia inglese lo avevano distrutto, ma la famiglia e chi gli voleva bene riuscirono a rendergli la vita. Mia madre era una donna piccola, carina, molto simpatica, piena di vita e ottimista, un vulcano, un concentrato di caparbietà e volontà. Infatti aspettò mio padre e nel 1947 lo sposò. Fu una cerimonia semplice, non possedevano soldi e non fecero neppure il viaggio di nozze. Il giorno dopo il matrimonio andarono a lavorare: mio padre a bonificare le gallerie e la linea ferroviaria dalle bombe e mine che la guerra aveva lasciato, mia madre nei campi. Nel monte ho vissuto per 5 anni, anni in cui ho imparato a camminare, a parlare e a crescere con altri bimbi. La mia famiglia era serena, i miei genitori contenti e fieri del poco che avevano e con umiltà e dignità si confrontavano con altre persone. Il giorno stavo con i bambini e le altre famiglie, mi trattavano come se fossi figlio loro; la sera tornavano mamma e papà dal lavoro, mentre mamma preparava la cena, mio padre e io apparecchiavamo la tavola, poi in attesa che la cena fosse pronta, mio padre mi prendeva in collo e mi raccontava delle storie: vere o false non so, ma erano bellissime. Ricordi chiari e indelebili nella mia mente, ora dopo tanti anni mi danno un senso di pace e commozione, mi illuminano di quanta fortuna ho vissuto nella mia infanzia. Ricordi che aprono il cuore alla beatitudine e all'amore.

Mugelli Giampiero